Giusy

Le storie della Gente di Rimini


Da sempre ho un forte ascendente sugli anziani: se esco con l’auto nel traffico e c’è una signora per strada il cui autobus non è passato e che ha bisogno di qualcuno che la accompagni, ferma tra tutti proprio me. Oppure mia suocera, solo io riuscivo a farla mangiare, al punto che quando andavo a trovarla in ospedale gli infermieri mi fermavano per chiedermi come avevo fatto a convincerla. Accompagnavo un anziano a una visita e i medici lo trattavano meglio di quando era da sola. Tante cose che mi portavano a capire che avevo questa predisposizione, e io ho sempre pensato che ognuno di noi ne ha una e sulla base di questa deve capire dove può essere utile per gli altri.
Avevo un’attività che mi portava ad avere del tempo libero, così quando in Chiesa a San Raffaele una domenica ci raccontarono di questa indagine che avevano fatto sugli anziani e che aveva rilevato una grandissima solitudine mi sono fatta avanti per dare una mano e abbiamo iniziato a costruire, con un altro volontario – Lino, dei progetti pensati per loro. Raccontare questi 20 anni è impossibile: all’inizio ci siamo occupati di Alzheimer, perchè quando abbiamo cominciato ad andare nelle case degli anziani ci siamo resi conto che era una vera e propria emergenza, che le persone facevano davvero fatica a capire la malattia, con degli effetti davvero di disperazione e rancore tra i familiari. Erano altri tempi, ora ci sono i centri diurni, gli psicologi, l’Alzheimer caffè, ma allora era diverso.
Poi Lino è mancato e io mi sono sentita persa, perché insieme non dicevamo mai di no alle richieste di aiuto che arrivavano. Ma siamo andate avanti. Oggi, insieme a tante altre attività di supporto, abbiamo questo bellissimo gruppo, le Ragazze del Lunedì: 40 nonne iscritte – gli uomini no perché sono morti tutti – che andiamo se necessario anche a prendere col pulmino con cui ci ritroviamo nel salone, facciamo dei lavoretti, esercizi cognitivi con dei giochi, ogni tanto tombola, la briscola, a volte lavoriamo con delle educatrici, oppure si fa un quarto d’ora di ginnastica. Da sedute naturalmente perché sono tutte ragazze molto grandi, dagli 85 in su.